Concerto in Australia per un Barmitzvà

Per parlare di Franco Zerilli mi occorrerebbe un’ enciclopedia. Non si può raccontare la sua carriera artistica in una pagina! Come moglie del batterista Fabio, ho conosciuto Franco quando suonava con mio marito nell’orchestra del compianto Sergio Gamberini, grande fisarmonicista. Poi in seguito fu contattato da Motti Philip, israeliano, che suonava per eventi ebraici: matrimoni, barmitzvà e cerimonie varie. Franco entrava in punta di piedi nel mondo delle feste ebraiche.


Cantava già in inglese e francese e iniziò anche a cantare in ebraico. Soprattutto pezzi religiosi base, da cantare ai matrimoni ed altre feste particolari. Questa orchestra era una delle poche, se non l’unica, in Europa che poteva soddisfare le esigenze delle grandi feste ebraiche. Tantè che furono chiamati perfino in Australia per un Barmitzvà. Partimmo tutti per Melbourn, mogli comprese. All’entrata del Grand Hotel Hayat appena inaugurato c’era un’impalcatura coperta da un telo, alta almeno un piano. “Peccato” pensai “Proprio in questi giorni che c’è una festa fanno i lavori”. Gli invitati venivano da tutto il mondo, almeno un migliaio.

Non si può immaginare un’orchestra che suona per mille persone, non è come stare sul palco ed avere davanti migliaia di gente come ai concerti. Qui devi far divertire, intrattenere, far ballare mille persone. E vi assicuro che gli ebrei sanno divertirsi. Iniziano a ballare alle prime note del piano di Franco e non smettono finchè non crollano alle due o alle tre di notte. Franco suona e canta per ore di fila senza fare una pausa, sempre sorridente e trascinatore. Finalmente scoperto il mistero dell’impalcatura nella Hall dell’Hotel: sotto stavano nascosti i pasticceri che avevano “costruito” una torta di quasi cento strati!

Alcuni anni dopo Franco Zerilli fondò la sua orchestra che dura tutt’ora.

Rosanna Spagnoli